Il tessuto muscolare è formato da proteine. Le proteine non si accumulano nel corpo e perciò vanno fornite ad intervalli regolari. Gli atleti, ed i bodybuilders in particolare, necessitano di un quantitativo più elevato del normale. Assumere integratori proteici permette di avere a disposizione le proteine senza grassi e carboidrati, cioè senza assumere calorie in eccesso. Le proteine facilitano il recupero e l’aumento di massa muscolare. Dosaggi: 30 g. due o tre volte al giorno, lontano dai pasti principali e almeno due ore prima degli allenamenti. Vi sono vari tipi di proteine disponibili sul mercato:
Proteine del siero di latte: Hanno il più alto valore biologico (104) e PER. Le proteine del siero di latte stanno avendo sempre più successo sul mercato, grazie alla loro efficacia. Le ditte produttrici propongono integratori di proteine del siero di latte molto diversi fra di loro, sia nel prezzo che nelle caratteristiche. E’ perciò importante spiegare le differenze sui vari tipi di proteine del siero di latte utilizzati negli integratori.
Proteine del siero di latte concentrate: sono ottenute per ultrafiltrazione, hanno un contenuto proteico che varia all’origine dal 73% all’83%, circa, contengono dal 4% di grassi al 6%. Sono quelle più utilizzate, in quanto hanno un costo contenuto. Gli integratori che contengono queste proteine hanno tipicamente un contenuto proteico di circa 80% e un contenuto di grassi superiore al 4%. Sono comunque proteine di elevata qualità.
Proteine del siero di latte isolate mediante scambio ionico: hanno un contenuto proteico all’origine superiore al 90% e un contenuto di grassi e lattosio inferiore all’1%. Sono di elevata qualità e di prezzo altrettanto elevato. Pochissimi prodotti sul mercato contengono in quantità rilevante queste proteine, per problemi di costo. Le proteine a scambio ionico sono particolarmente ricche in sieroalbumina bovina (praticamente uguale nella sua struttura a quella umana) e in immunoglobuline. Contenuto tipico delle frazioni proteiche delle proteine del siero di latte a scambio ionico: 50% di beta-lattoglobulina (contenente il 50% di ramificati), 22% di alfa-lattoalbumina, 5% di sieroalbumina bovina (BSA), 10% di immunoglobuline (IgG), 12% di proteose peptoni e altri peptidi minori: lattoferrina, lattoperossidasi, lattolina, lisozima, relassina, gamma-globuline, beta-microglobulina ed altri micro peptidi.
Proteine del siero di latte isolate mediante microfiltrazione. Ne esistono di due tipi:
1) con un contenuto proteico all’origine superiore al 90%, grassi inferiori all’1% e lattosio 1% circa.
2) con un contenuto proteico di circa 80% e grassi inferiori all’1%.
Sono entrambe proteine di elevata qualità, il tipo 1 (90%) è paragonabile, come qualità e prezzo, alle proteine a scambio ionico. Il tipo 2 (80%) ha un prezzo molto più conveniente e mantiene comunque un’elevata qualità.
Le proteine del siero di latte microfiltrate si differenziano leggermente in composizione da quelle a scambio ionico, dato il diverso processo di estrazione: sono particolarmente ricche in beta-lattoglobulina, glicomacropeptidi e lattoferrina. Contenuto tipico delle frazioni proteiche delle proteine del siero di latte microfiltrate: 55,9% di beta-lattoglobulina (contenente il 50% di ramificati), 14,9% di alfa-lattoalbumina, 1,55% di sieroalbumina bovina (BSA), 3% di immunoglobuline (IgG), 20% di glicomacropeptidi, 0,125% di lattoferrina e altri peptidi minori: lattoperossidasi, lattolina, lisozima, relassina, gamma-globuline, beta-microglobulina ed altri micro peptidi.
I migliori integratori di proteine del siero di latte contengono proteine a scambio ionico o microfiltrate o miscele dei due tipi.
La qualità delle proteine del siero di latte a scambio ionico e microfiltrate hanno la medesima qualità. Anche le proteine del siero concentrate hanno una qualità simile, in quanto la materia prima di partenza è la stessa: praticamente la differenza è un maggior contenuto di grassi e di lattosio. Separare le proteine del siero di latte dal lattosio (zucchero del latte) e dal grasso del latte è un procedimento molto costoso, quindi non deve sorprendere che una proteina al 90% possa costare un volta e mezza una all’80%.
Proteine dell’uovo: Hanno un alto valore biologico (100) e PER. Le proteine dell’uovo intero (rosso + bianco) e l’albume d’uovo (bianco d’uovo) hanno dimostrato di rallentare lo svuotamento gastrico e quindi di abbassare l’indice glicemico dei cibi contenenti carboidrati.
Proteine del latte (naturalmente composte da 80% caseina e 20% proteine di siero): Hanno un buon valore biologico (91) e PER. Permettono un assorbimento graduale: infatti la quota di siero di latte viene digerita molto velocemente, mentre la quota di caseina viene digerita in un tempo più prolungato.
Caseina e caseinati: Ha un buon valore biologico (77) e PER. La caseina (e le proteine del latte che la contengono) tende ad assorbire molta acqua ed aumentare di volume, rendendola adatta ad essere utilizzata nei pasti sostitutivi. Un maggior volume nello stomaco significa più efficacia nel dare senso di sazietà. La caseina viene digerita più lentamente rispetto alle proteine del siero di latte, ed è quindi indicata se si desidera un assorbimento più lento (graduale) delle proteine.
Proteine di soia: Hanno un sufficiente valore biologico (74) e PER. Anche le proteine di soia tendono ad assorbire molta acqua ed aumentare di volume. Le proteine estratte dalla soia contengono genisteina ed altri isoflavoni, che hanno effetti benefici sulla salute. Potrebbero essere una buona alternativa alle proteine del latte ad un costo molto inferiore.
Proteine del pisello: hanno valore biologico simile a quelle della soia.
Proteine del grano: Il valore biologico (54) e PER delle proteine del grano è allineato con altre proteine vegetali ed è più basso di quello delle proteine di origine animale e di quelle della soia. E’ opportuno miscelarle con altre fonti proteiche come proteine del latte, uovo, etc.. per ottenere un apporto aminoacidico bilanciato. Le proteine del grano potrebbero essere interessanti per il contenuto di glutammina (25-30%). Dal glutine di grano si può ricavare un interessante integratore di glutammina (vedi glutammina peptide).
Altre proteine vegetali: solitamente il valore biologico delle proteine vegetali, a parte le leguminose, è piuttosto basso.
La cottura dei cibi solitamente diminuisce il valore biologico delle proteine. Alcuni esempi: carne di pollo cucinata: VB = 76, bianco d’uovo cucinato: VB = 60, salmone cucinato: VB=60, bistecca di manzo cucinata: VB = 50.
Aminoacidi a legame peptidico I peptidi sono ottenuti a partire dalle proteine mediante processo di idrolisi enzimatica (predigestione). Questa predigestione può essere più o meno prolungata e da ciò dipende il peso molecolare dei peptidi ottenuti. Una proteina poco predigerita dà origine a catene di aminoacidi (peptidi) medio-lunghe (a medio-alto peso molecolare) mentre una predigestione più prolungata dà origine a catene di aminoacidi (peptidi) più corte (a più basso peso molecolare). I peptidi a basso peso molecolare vengono assorbiti ed utilizzati dal nostro organismo in modo più veloce ed efficace rispetto sia agli aminoacidi in forma libera che alle proteine non predigerite o poco predigerite. Questo significa che i muscoli avranno a disposizione più aminoacidi per la crescita anabolica e per il recupero. Fornendo ai tuoi muscoli più aminoacidi manterrai un bilancio azotato positivo ed eviterai di entrare in uno stato catabolico. I tuoi muscoli avranno a disposizione tutti gli aminoacidi per riparare e costruire nuovo tessuto muscolare. I migliori peptidi sono quelli derivati dalle proteine del siero di latte, che garantiscono un valore biologico e PER più elevati in assoluto. Molto spesso gli integratori proteici, anche se dichiarati peptidi, contengono proteine così poco predigerite che differiscono di pochissimo dalla proteina di origine. E’ molto importante conoscere il peso molecolare dei peptidi che si sta utilizzando perché da questo dato dipende l’efficacia del prodotto.
CARBOIDRATI
I carboidrati sono la fonte principale di energia per l’organismo. Si dividono fondamentalmente in tre categorie: 1) Monosaccaridi o zuccheri semplici, come il glucosio, fruttosio, galattosio. 2) Disaccaridi o zuccheri doppi, comprendenti saccarosio, lattosio e maltosio, formati da due monosaccaridi legati fra di loro. 3) Polisaccaridi o carboidrati complessi, come amidi, maltodestrine, cellulosa, pectine e glicogeno, costituiti da molti monosaccaridi legati fra loro. Vi sono vari tipi di carboidrati in commercio. L’utilità di ogni tipo di carboidrato varia a seconda dell’impiego a cui è destinato. E’ quindi difficile stabilire la validità di ogni carboidrato in maniera generica. La velocità con cui i carboidrati vengono assimilati viene espressa dall’indice glicemico. Più l’indice glicemico è alto più il carboidrato è veloce. E’ necessario assumere i carboidrati veloci a piccole dosi per non provocare scompensi alla glicemia. Il glucosio o destrosio, il cui indice glicemico è posto uguale a 100, è fra gli zuccheri più veloci.
Amidi: sono carboidrati complessi o polisaccaridi, formati da tante molecole di monosaccaridi, principalmente glucosio, legate fra di loro. Gli amidi sono formati principalmente da due tipi di catene di glucosio, amilosio e amilopectina. L’amilosio ha catena lineare, mentre l’amilopectina ha catena ramificata. L’amilosio è poco digeribile, solo il 40 % viene digerito. L’amilopectina si digerisce molto più velocemente e quindi gli amidi contenenti molta amilopectina hanno un indice glicemico più alto. La cottura aumenta la digeribilità degli amidi.
Maltodestrine: sono amidi parzialmente predigeriti (solitamente amido di mais o di grano), in cui le catene di polisaccaridi sono accorciate mediante idrolisi. Il processo di predigestione rende l’amido completamente assimilabile. Contengono mediamente dal 5 al 20% di mono e disaccaridi e il resto è costituito da polisaccaridi a corta catena. Sono facilmente assimilabili e forniscono energia a medio termine e anche a breve.
Sciroppo di glucosio: è praticamente una maltodestrina più predigerita, con più mono e disaccaridi (da 20 a 50%). E’ comunque da considerare un carboidrato complesso . Fornisce energia a medio termine e anche a breve.
Sciroppo di fruttosio: (stesso discorso dello sciroppo di glucosio, tranne che contiene anche fruttosio): fornisce energia a medio termine e anche a breve. Ha indice glicemico più basso rispetto allo sciroppo di glucosio.
Fruttosio: è uno zucchero semplice con indice glicemico fra i più bassi di tutti i carboidrati (indice glicemico =20). fornisce energia a medio e lungo termine. E’ molto efficace per ricostituire le riserve di glicogeno.
Saccarosio o zucchero da cucina: (indice glicemico =59) è un disaccaride, cioè è formato da due zuccheri legati fra di loro. Ogni molecola di saccarosio è formata da una molecola di glucosio ed una di fruttosio. Ha un indice glicemico medio e fornisce energia a breve termine.
Glucosio (destrosio): (indice glicemico =100) è uno zucchero semplice ad alto indice glicemico e fornisce energia a brevissimo termine.
Maltosio: (indice glicemico =105) è un disaccaride ad alto indice glicemico formato da due molecole di glucosio e fornisce energia a brevissimo termine.
Lattosio o zucchero del latte: indice glicemico =46.
Miele: indice glicemico =73.
FIBRE
Le fibre si dividono principalmente in due categorie: solubili, come fibre di avena, soia, pectine, gomme (es. guar), glucomannano e insolubili, come fibre di grano e riso. Le fibre sono costituite da catene di monosaccaridi, cioè di zuccheri semplici. Le fibre, nonostante siano costituite da monosaccaridi, non sono digeribili in quanto gli enzimi contenuti nel nostro stomaco non sono in grado di attaccare queste catene particolarmente lunghe. Le fibre sono essenziali per il buon funzionamento dell’intestino. Le fibre solubili in più diminuiscono l’assimilazione dei cibi (e quindi delle calorie), riducono l’indice glicemico degli alimenti e danno senso di sazietà. Infatti quando ingerite con abbondante acqua le fibre solubili, nel giro di pochi minuti assorbono moltissima acqua e formano un gel voluminoso e denso. Questo comportamento fa sì che una parte degli alimenti venga inglobata ed inoltre attenua il senso di fame in quanto ‘riempie’ lo stomaco (con il gel acqua + fibre senza calorie). Fra le più comuni fibre solubili possiamo annoverare il glucomannano, l’inulina e l’oligofruttosio. L’inulina e l’oligofruttosio sono costituiti da catene di fruttosio (ogni molecola di inulina contiene da due a 400 molecole di fruttosio). Le fibre come l’inulina non sono digeribili dagli enzimi del nostro stomaco, però servono da nutrimento per i batteri benefici che si trovano nel colon e aiutano a mantenere la buona salute dell’intestino. Il problema di inulina, oligofruttosio, FOS (frutto oligosaccaridi), GOS è che fermentano velocemente nell’intestino incrementando la produzione di gas e provocano quindi flatulenza, se assunti in elevata quantità. Dosi di alcuni grammi (3-4 g) non dovrebbero provocare eccessiva produzione di gas e nel contempo avere azione probiotica (nutrimento per i batteri benefici che si trovano nel colon). Alcune fibre solubili fermentano invece più lentamente e non hanno questo sgradevole effetto collaterale, possono perciò essere assunte anche in più elevate quantità.
NeOpuntia (ottenuto dal fico d’india, opuntia ficus indica): è un interessantissimo derivato dalle foglie di fico d’india, principalmente composto da fibre. Ha la capacità di assorbire i grassi e di impedirne la digestione, con azione simile a quella del chitosano ed ha il vantaggio di essere totalmente vegetale, mentre il chitosano viene estratto dai gusci dei crostacei. Inoltre ha azione ipoglicemizzante ed è ricchissimo di fibra vegetale. In uno studio due grammi di NeOpuntia sono stati aggiunti ad un prototipo di pasto semiliquido consistente in 20 g di olio di girasole omogeneizzato con 144 g di yogurt. Sono in seguito state prelevate da diversi punti, corrispondenti ai più significativi comparti dell’apparato digerente (gastrico, duodenale e dell’alto intestino), delle frazioni del preparato nonché aliquote del materiale corrispondente alla frazione assorbita. Questo materiale è stato successivamente analizzato per la determinazione della relativa composizione in acidi grassi. La capacità legante di NeOpuntia nei confronti dei grassi è stata calcolata per differenza con i dati ottenuti sul bianco (prototipo di pasto privo dell’aggiunta di NeOpuntia ). I risultati ottenuti hanno evidenziato come, nel corso delle 4 ore di durata dell’esperimento, 2 grammi di NeOpuntia siano in grado di assorbire il 28% dei grassi introdotti con un pasto. NeOpuntia rappresenta una materia prima completamente naturale in grado di legare efficacemente i grassi sottraendo, in tal modo, dall’assorbimento una sensibile porzione dalla componente lipidica introdotta con la nostra dieta.
Beta glucani da crusca d’avena: i beta glucani sono fibre solubili (non gasogene) contenute nell’avena, principalmente nella crusca. Possono venire concentrati tramite processi fisici di lavorazione della crusca d’avena. Hanno molteplici proprietà che vanno oltre a quelle delle fibre solubili:
- Sono particolarmente utili per ridurre il picco glicemico che deriva dall’assunzione di cibi contenenti carboidrati, perciò possono ridurre l’indice glicemico di un dato cibo.
- Possono favorire la diminuzione del livello di colesterolo, principalmente grazie al fatto che il diminuito livello di insulina diminuisce la sintesi di colesterolo nel fegato
Inoltre la crusca d’avena apporta, oltre alle fibre, carboidrati complessi a basso indice glicemico.
GRASSI O LIPIDI
Vi è una riscoperta di questi nutrienti nell’alimentazione degli sportivi. I grassi e gli oli alimentari sono formati da tre molecole di acidi grassi legati ad una molecola di glicerina (la glicerina può essere chiamata anche glicerolo). Mentre la glicerina non cambia, cioè è uguale in tutti i grassi, gli acidi grassi variano notevolmente e danno le caratteristiche tipiche di ogni grasso. Gli acidi grassi variano in peso molecolare e nei doppi legami (C=C) che possono contenere. Si dividono sostanzialmente in: saturi senza doppi legami, monoinsaturi con un doppio legame e polinsaturi con più doppi legami. Gli acidi grassi contenuti negli oli e in tutti gli alimenti sono comunque legati alla glicerina. L’acido grasso più comunemente reperibile nei grassi è l’acido oleico, un acido grasso monoinsaturo (34% in media di tutti i grassi animali e vegetali). Una piccolissima parte di acidi grassi può essere libera, e questa determina l’acidità di un olio.
Alcune sostanze di tipo lipidico stanno incontrando un certo interesse:
Acidi grassi polinsaturi essenziali o vitamina F o EFA (essential fatty acids): acido linoleico (acido grasso di insaturo ovvero con due doppi legami nella molecola), acido linolenico (acido grasso tri insaturo ovvero con tre doppi legami nella molecola), acido arachidonico (acido grasso tetra insaturo ovvero con quattro doppi legami nella molecola). Questi nutrienti sono indispensabili all’organismo e non possono essere sintetizzati all’interno dello stesso. Sono reperibili in vegetali oleosi e oli di origine vegetale, pesce e olio di pesce. Sono difficili da conservare perché si ossidano facilmente e si degradano nella lavorazione a caldo dei cibi. Sono distrutti quando i grassi vengono idrogenati (produzione di margarine). L’acido linoleico (omega 6 o n-6) si trova in molti oli vegetali. L’acido alfa-linolenico o ALA (omega 3 o n-3) è piuttosto raro, si trova in basse quantità nei più comuni oli vegetali. L’olio di lino ne è particolarmente ricco. L’ALA (n-3) viene convertito nell’organismo negli acidi grassi a più lunga catena n-3 EPA e DHA. L’acido arachidonico è comune in molti grassi animali e olio di pesce. L’olio di pesce ha dimostrato di poter aumentare i livelli di superossi dismutasi (SOD), un’importantissimo antiossidante prodotto dall’organismo. Dall’acido arachidonico si generano per via enzimatica nell’organismo le prostaglandine. L’olio di lino è particolarmente ricco di acidi grassi n-3, ma scarseggia in n-6. L’olio di girasole è ricco in n-6. Una miscela molto bilanciata è costituita dagli oli ricavati dai seguenti semi: lino, girasole, sesamo, germe di riso, germe di grano, germe di avena. Anche la semplice miscela di olio di lino e di olio di girasole ha un apporto abbastanza bilanciato di acidi grassi essenziali. Apporto giornaliero di acidi grassi essenziali consigliato: da 4,2 a 14 g o più, dipendentemente dal tipo di acido grasso (per esempio, 5 g di ALA dovrebbero essere converiti in 200 mg di DHA). La FAO/WHO (1994) raccomanda un rapporto di acidi grassi n-6:n-3 di 5:1-10:1 (da 5 a 10 parti di n-6 e una parte di n-3). L’atomo di carbonio all’estremità metilica della catena è detto omega. La posizione del primo doppio legame rispetto al carbonio omega definisce la tipologia dell’acido grasso; se il primo doppio legame è situato a livello dell’atomo di carbonio numero 3, allora l’acido grasso appartiene alla famiglia OMEGA-3, se invece si colloca a livello del carbonio numero 6, allora avremo un OMEGA-6.
Composizione in acidi grassi n-6 e n-3 dei più comuni oli e grassi alimentari (naturali e non idrogenati):
olio di arachidi: n-6 = 30%, n-3 = 0
olio di soia: n-6 = 54%, n-3 = 7%
olio di oliva: n-6 = 8%, n-3 = 1%
olio di mais: n-6 = 61%, n-3 = 1%
olio di girasole: n-6 = 78%, n-3 = 0
olio di lino: n-6 = 17%, n-3 = 52%
olio di riso: n-6 = 34%, n-3 = 1,5%
burro: n-6 = 2%, n-3 = 2%
lardo: n-6 = 11%, n-3 = 1%
Il processo di idrogenazione (per esempio produzione di margarina) distrugge la maggior parte di acidi grassi polinsaturi e provoca la formazione di acidi grassi TRANS. Da notare che gli acidi grassi essenziali sono esclusivamente di tipo CIS (il fatto che gli acidi grassi siano di tipo CIS o TRANS dipende dalla posizione dei doppi legami nella catena dell’acido grasso. Nei grassi naturali la quasi totalità degli acidi grassi è in forma CIS). Occorre in ogni caso molta prudenza nell’uso degli acidi grassi TRANS, infatti questi acidi grassi, che si formano solitamente nei processi di idrogenazione degli oli, sono solitamente dannosi alla salute e tendono ad essere ridotti il più possibile nell’alimentazione umana.
Proprietà di alcuni oli alimentari (in breve):
Nota: tutti gli oli contenenti acidi grassi insaturi hanno azione (più o meno) anticolesterolo
Olio di Riso: olio mediamente insaturo con proprietà antiossidanti e anticolesterolo superiori ad altri oli più insaturi. Contiene fitosteroli, vitamina E e orizanolo, attivo appunto nella riduzione del colesterolo.
Olio di oliva extravergine: ricco di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico), ha proprietà antiossidanti e anticolesterolo.
Oli di girasole, soia e mais: ricchi di acidi grassi polinsaturi n-6. Con azione anticolesterolo.
Olio di lino: ricchissimo in acidi grassi n-3. Con azione anticolesterolo.
Olio di perilla: ricchissimo in acidi grassi n-3 (fino al 50%). Con azione anticolesterolo.
Olio di borragene: ricco in acido gamma linolenico o GLA. Il GLA è un acido polinsaturo n-6 con effeti benefici per la salute, tra cui una riconosciuta azione antinfiammatoria.
Olio di oenothera biennis (evening primorse): ricco in acido gamma linolenico o GLA.
Trigliceridi a media catena o MCT: Sono un tipo di grassi che viene bruciato con più facilità e tende meno a depositarsi come tessuto adiposo rispetto ai grassi convenzionali e forniscono leggermente meno calorie dei grassi a lunga catena (8,3 kcal al grammo). Hanno una loro validità quando utilizzati in integratori energetici e in oli dietetici. Gli MCt sono assorbiti e metabolizzati più velocemente e non necessitano della carnitina per il loro trasporto. Gli MCT non incrementano il colesterolo, a differenza defli acidi grassi saturi a lunga catena, quando forniti con sufficiente quantità di acidi grassi polinsaturi. Gli MCT hanno effetti benefici sulla salute, tra cui: riduzione dell’infiammazione della prostata, prevenzione dell’ulcera gastrica.
Acido gamma-linoleico (GLA): è un acido grasso n-6 molto benefico per la salute. Può essere utile per la riduzione del colesterolo, contro l’artrite reumatoide, contro l’eczema e la neuropatia diabetica. E’ contenuto al 20-24% nell’olio di borragene e al 9% nell’olio di oenothera biennis (evening primorse). Ultimamente è stata proposta un’azione terzogenita per il GLA, principalmente in abbinamento con altre sestanze termogeniche.
EPA e DHA (acido eicosapentanoico e docosaesanoico): sono acidi grassi omega 3, già nella forma utilizzabile dal nostro organismo. Il nostro organismo può fabbricarli a partire dagli omega 3 vegetali (acido linolenico). In alcune condizioni (come ad esempio turbe metaboliche o dieta con basse quantità di omega 3 vegetali) la sintesi di questi acidi grassi può essere insufficiente. Sono indispensabili per un buon funzionamento dell’organismo. Hanno, tra l’altro, azione antinfiammatoria, anticolesterolo e pare antidepressiva. Sembrerebbe che riducano i sintomi della sindrome da affaticamento cronico. Sono contenuti nel pesce e in vari oli di pesce.
Acido linoleico coniugato o CLA: è un acido grasso non essenziale recentemente proposto come integratore. E’ contenuto naturalmente in bassissime quantità in alcuni alimenti di origine animale (carni e formaggi). Viene definito come “fattore di crescita” e dovrebbe influire sull’utilizzo e stoccaggio di energia nel corpo. Viene ricavato mediante modifica chimica dell’acido linoleico, contenuto in moltissimi oli vegetali. Il CLA viene solitamente prodotto modificando chimicamente l’olio di girasole. Gli oli vegetali non contengono naturalmente il CLA. Le dosi solitamente consigliate sono da 2 a 6 grammi al giorno. E’ probabilmente un buon antiossidante ed ha altre priprietà benefiche, come riduzione del colesterolo, ha azione anti arteriosclerosi, rinforza il sistema immunitario, potrebbe effettivamente ridurre percentualmente l’accumulo di grasso durante le fasi di aumento di peso corporeo, come ad esempio le fasi di aumento di massa (potenziamento) che vengono effettuate periodicamente in molti sport.
Lecitina: è una sostanza formata da fosfolipidi: fosfatidil colina, fosfatidil inositolo, fosfatidil etanolamina e una piccola parte (circa 2%) di fosfatidil serina. Può essere di utilità nell’alimentazione degli sportivi.
Fosfatidil serina (PS): è un fosfolipide tornato alla ribalta ultimamente per aver dimostrato in alcuni studi la propria capacità di bloccare in parte l’azione del cortisolo, ormone dagli effetti fortemente catabolici. Contrastando l’azione del cortisolo, la PS ha funzione anticatabolica. La PS è anche un nutriente utile per il cervello, in quanto migliora le funzioni cognitive, particolarmente negli adulti e negli anziani. La PS costituisce il 70% delle membrane delle cellule cerebrali. La fosfatidilserina incrementa il turnover dell’acetilcolina e quindi può migliorare il metabolismo energetico delle cellule cerebrali. Dose consigliata: 300 mg al giorno.
Alfa gliceril fosforil colina: è un precursore dell’acetilcolina (un neurostrasmettitore). Il rilascio di ormone della crescita (GH) è controllato da ormoni e neurotrasmettitori. La Alfa gliceril fosforil colina stimola indirettamente il rilascio naturale di GH. Il Gh stimola la sintesi dell’IGF-1 (insulin-like growth factor 1) il quale media la maggior parte delle azioni del GH. Un più elevato livello di GH e IGF-1 (ovviamente entro i livelli naturali e fisiologici) riduce l’affaticamento, migliora il recupero, stimola l’utilizzo del grasso corporeo a scopo energetico, rallenta l’invecchiamento.
VITAMINE e ANTIOSSIDANTI
Le vitamine sono indispensabili per il buon funzionamento dell’organismo, contrastano l’insorgere di malattie e facilitano il recupero. Rappresentano l’integrazione di base per ogni sportivo. L’integrazione con vitamine è indispensabile per chi vuole mantenersi in forma e, a maggior ragione, per chi si sottopone ad intensi allenamenti. Non fatevi mai mancare un buon integratore di vitamine. Il momento migliore per assumere le vitamine è durante i pasti.
Allenandosi intensamente, la produzione di radicali liberi aumenta. I radicali liberi sono molecole altamente reattive che possono provocare danni all’organismo (probabilmente i radicali liberi sono anche in parte causa dell’invecchiamento). Gli antiossidanti combattono la formazione di radicali liberi e perciò sono utili per il buon funzionamento dell’organismo. Facilitano il recupero (azione anticatabolica) diminuendo il danno provocato dai radicali liberi che si formano abbondantemente durante intensi allenamenti. Le vitamine e gli antiossidanti possono rendere l’organismo più efficiente nel suo insieme, diminuendo l’insorgere di malattie e perciò possono migliorare e prolungare la vita, o per lo meno possono ritardare l’invecchiamento e la degenerazione dell’organismo.
Vitamine antiossidanti: Vitamina A, Vitamina E, Vitamina C.
Antiossidanti di tipo aminoacidico: L-Taurina, L-Glutatione, N-acetil-cisteina, L-Carnosina.
Minerali antiossidanti: Selenio, Zinco.
Altri nutrienti con azione antiossidante e biodinamica: Beta-Carotene, Bioflavonoidi, Licopene, Luteina (attiva nel mantenere il benessere ed il buon funzionamento della retina e quindi della vista), Zeaxantina, Coenzima Q10, Acido lipoico (prolunga l’attività del glutatione), Acetil L-carnitina (facilita la produzione di energia a livello cellulare).
Estratti d’erbe antiossidanti e detossificanti: estratto di semi o buccia d’uva (Proantocianidine), estratto di mirtillo (Antocianidine), estratto di cardo mariano (Silimarina), estratto di ginkgo biloba (Ginkgoflavonoidi), estratto di tè verde (Polifenoli), estratto di foglie d’ulivo (Oleuropeina), estratto di piante della famiglia delle labiatae: rosmarino, timo e salvia (Flavoni: apigenina e luteolina, acido rosmarinico), zenzero (gingeroli), mirtillo e melograno (acido ellagico).
Le proantocianidine e le antocianidine hanno anche azione antinfiammatoria.
Una corretta integrazione con vitamine e antiossidanti aiuta effettivamente gli sportivi, permettendogli di vincere l’affaticamento conseguente ad intensi allenamenti in modo molto più rapido. L’integrazione con antiossidanti è fondamentale. Consiglio di assumere questi nutrienti ai pasti. A livello normativo, è stato stabilito il fabbisogno di vitamine per l’adulto medio, definito RDA (reccommended daily allowance = razione giornaliera raccomandata). Il dosaggio RDA è comunque piuttosto basso, in quanto rappresenta il livello di assunzione sufficiente per non sviluppare patologie legate alle insufficienze vitaminiche. Le persone con elevato stress fisico, come per esempio gli sportivi, possono necessitare di un apporto ben al di sopra dell’RDA, con particolare attenzione al livello di nutrienti antiossidanti. Principali funzioni e dosaggi giornalieri comunemente riportati in letteratura delle principali vitamine e antiossidanti:
Vit. A : vista, mantenimento della cornea e della pelle, crescita di denti ed ossa, riproduzione, immunità. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 800 mcg. Non è consigliabile un dosaggio maggiore di Vit.A.
Betacarotene: (100% RDA=5 mg) è il precursore della vitamina A ed ha funzione antiossidante. Può essere assunto in quantità elevata. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 45 mg.
Vitamina D: crescita delle ossa, assorbimento di calcio e fosforo, mineralizzazione del tessuto osseo. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 5 mcg. Non è consigliabile un dosaggio maggiore di Vit.D.
Vitamina E: (100% RDA=10 mg) antiossidante, stabilizzazione delle membrane cellulari. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 90 mg.
Vitamina C: (100% RDA=60 mg) antiossidante, sintesi del collagene, sintesi della tiroxina, metabolismo degli aminoacidi, sistema immunitario, assorbimento di ferro. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 500 mg. Sono anche possibili dosaggi superiori, fino a 1000 mg.
Vitamina B6: (100% RDA=2 mg) coenzima nel metabolismo energetico, metabolismo degli aminoacidi, aiuta la formazione di globuli rossi. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 4,5 mg.
Vitamina B12: (100% RDA=1 mcg) sintesi cellulare, mantenimento delle cellule nervose, metabolismo degli acidi grassi e degli aminoacidi. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 2,25 mcg.
Acido Pantotenico: (100% RDA=6 mg) metabolismo energetico. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 13,5 mg.
Biotina: (100% RDA=150 mcg) metabolismo energetico, sintesi lipidica, metabolismo degli aminoacidi, sintesi di glicogeno. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 337 mcg.
Acido Folico: (100% RDA=200 mcg) sintesi di nuove cellule, sviluppo. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 450 mcg.
Niacina: (100% RDA=18 mg) coenzima nel metabolismo energetico, favorisce la salute della pelle, supporta il sistema nervoso e il sistema digestivo. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 40 mg.
Vitamina B2: (100% RDA=1,6 mg) coenzima nel metabolismo energetico, favorisce la salute della pelle e della vista. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 3,6 mg.
Vitamina B1: (100% RDA=1,4 mg) coenzima nel metabolismo energetico, favorisce la salute della pelle, supporta il sistema nervoso, normalizza l’appetito. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 3,1 mg.
Bioflavonoidi o esperidina o vitamina P: sistema vascolare, supporta l’attività della vitamina C, antiossidante. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: da 150 mg fino a 2 g. Non è stata stabilita l’RDA.
Coenzima Q10: funzione antiossidante, supporta l’attività cardiaca. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 36 mg. Non è stata stabilita l’RDA.
Selenio: (100% RDA=55 mcg) funzione antiossidante. Dosaggio mediamente riportato in letteratura: 225 mcg.
PABA (acido para amino benzioco): sostanza ad azione vitaminica, protegge dai danni causati dai raggi ultravioletti e riduce il rischio di insorgenza di trombosi.
Glutatione: è praticamente il più importante antiossidante endogeno presente nel nostro organismo. Il glutatione è un tripeptide formato da glutammato glicina e cisteina. Alcuni nutrienti ne prolungano l’attività: acido lipoico, n-acetil cisteina, alcuni estratti vegetali: uva, mirtillo e altre bacche.
Licopene: è il carotenoide rosso presente nei pomodori. Può avere azione protettiva (anticancro) sulla prostata e sul pancreas e aiuta a prevenire l’ossidazione del colesterolo LDL.
Luteina: è un importante fattore per mantenere la salute degli occhi. Le persone che consumano sufficienti quantità di Luteina hanno una minore probabilità di sviluppare la AMD (age-related macular degeneration). La Luteina ha anche dimostrato di ridurre il rischio di contrarre alcuni tipi di cancro. Ha proprietà antiossidanti.
Acido Folico: in un recente studio l’integrazione con acido folico e zinco ha provocato un innalzamento nel quantitativo di sperma prodotto fino al 74%, in individui con normale e basso livello di spermatozoi. I quantitativi utilizzati in questo studio sono: 66 mg di zinco e 5 mg di acido folico al giorno. (Fert. Ster. 77: 491-498, 2002)
Questi quantitativi sono piuttosto elevati per essere assunti come integrazione a lungo periodo, comunque si dovrebbero avere benefici effetti anche a livelli integrativi più bassi.
MINERALI
I sali minerali sono indispensabili per il buon funzionamento dell’organismo. Sono reperibili nei cibi non elaborati, principalmente in frutta e verdura. La cottura e la lavorazione dei cibi (per esempio dal grano alla pasta) fa perdere un buona parte dei minerali contenuti nei cibi. Un’integrazione con sali minerali è raccomandata in caso di intensi sforzi fisici e intensa sudorazione e nel caso di diete non sufficientemente ricche di vegetali freschi, oppure in caso di aumentato fabbisogno (per esempio ferro contro l’anemia).
E’ di fondamentale importanza che i sali minerali che si assumono con gli integratori siano sali in forma organica (ovvero, il minerale deve essere legato ad una molecola organica come, per esempio, citrati, fumarati, gluconati, piruvati, malati, lattati, etc… I sali inorganici non contengono invece molecole organiche ma in essi il minerale è legato a molecole molto più piccole, appunto, inorganiche (esempi di sali inorganici: potassio cloruro, magnesio solfato, sodio cloruro o sale da cucina, ferro solfato, etc… ). I sali organici sono molto più biodisponibile dei sali inorganici, cioè vengono assimilati ed utilizzati meglio di quelli inorganici. Oltre a garantire una miglior efficacia, dunque, i sali organici riducono la possibilità che il minerale non assimilato sovraccarichi i meccanismi di eliminazione dell’organismo. Infatti parte dei sali inorganici non viene assimilata ed utilizzata a dovere ma eliminata direttamente e di colpo appena dopo l’ ingestione, creando i presupposti per un’ eventuale affaticamento dell’ organismo. Ad esempio, il ferro in eccesso non utilizzato in maniera adeguata dall’ organismo può avere effetto pro-ossidante potenzialmente danneggiando le cellule.
Proporietà di alcuni minerali in breve:
Magnesio: aiuta a prevenire i crampi negli atleti. Supporta il buon funzionamento del sistema cardiovascolare e combatte l’ipertensione. Combatte la sindrome premestruale. Aiuta a rendere la pelle più morbida e quindi a rendere meno evidenti le rughe. Contribuisce a prevenire la formazione di calcoli renali e biliari. Aiuta a combattere la depressione. Può essere utilizzato come supporto nei trattamenti delle malattie della prostata e delle malattie nervose e neuromotorie.
Il magnesio aiuta a rilassare i muscoli, compresi quelli che circondano le arterie e quindi può essere che alcuni casi di emicrania siano legati all’inadeguato apporto di questo minerale con la dieta. In questi casi di emicrania un’integrazione di magnesio potrebbe essere utile.
Potassio: Il potassio è utile nella contrazione dei muscoli, nella produzione di energia, nella sintesi degli acidi nucleici, nel mantenimento della tonicità intracellulare e nel mantenimento dei livelli normali di pressione sanguigna. Inoltre equilibra il rapporto sodio/potassio in caso di assunzione elevata di sodio con gli alimenti.
Calcio: E’ un minerale indispensabile per le ossa ed è utile per mantenere in efficienza l’apparato scheletrico. (contro osteoporosi ed artrite) Combatte l’ipertensione. Contribuisce ad alleviare i crampi alle gambe. Favorisce l’abbassamento del colesterolo e può aiutare a mantenere in efficienza il sistema cardiovascolare. Aiuta a mantenere la pelle in buone condizioni.
Ferro: è utile per mantenere un corretto livello fisiologico di emoglobina e globuli rossi nel sangue (contro l’anemia), stimola il sistema immunitario, migliora le prestazioni fisiche. Non eccedere nei dosaggi in quanto può avere effetto pro-ossidante.
Cromo Picolinato: può concorrere a potenziare l’attività dell’ insulina e regolare il metabolismo degli zuccheri. Dosaggio: 50-600 mcg al giorno.
Iodio: questo minerale aumenta l’attività della tiroide accelerando il metabolismo. Un metabolismo più veloce significa un maggior utilizzo di calorie e una maggiore quantità di grassi utilizzati a scopo energetico. Questo minerale può essere molto utile nelle formule per la definizione. La tiammina (vit.B1) assiste lo iodio nella sua azione stimolante sulla tiroide. Dose giornaliera: 2,5 – 3 mg di iodio in forma organica.
Vanadio: (come vanadil solfato o BMOV, bis maltolato ossivanadio) può concorrere a potenziare l’attività dell’ insulina. Dose efficace 70 mg al giorno. In Italia la dose massima giornaliera accettata dalle autorità è 10 mcg (microgrammi) al giorno, ben al di sotto della dose efficace (circa 7.000 volte inferiore). E’ comunque sconsigliato assumere vanadio in elevate quantità in quanto può essere molto tossico. Meglio non superare le dosi raccomandate in etichetta.
Zinco – Magnesio – vit B6):. Lo zinco ed il magnesio hanno un ruolo vitale nel ciclo metabolico legato alla forza e resistenza muscolare. I livelli serici di zinco diminuiscono in atleti sottoposti a stress fisico e l’integrazione con zinco può incrementare la resistenza muscolare in soggetti sottoposti a stress fisico. Bassi livelli di zinco con la dieta sono correlati alla diminuzione del livello di testosterone serico, mentre l’integrazione con zinco in individui con basso apporto di zinco con la dieta ha aumentato notevolmente la produzione di testosterone endogeno. Insufficienti livelli di zinco possono anche diminuire la funzionalità del testosterone. Insufficienti livelli di zinco sono anche legati anche a una diminuita attività dell’ormone della crescita e ad un incremento dei recettori degli estrogeni. Insufficienti livelli di zinco possono quindi alterare i livelli degli ormoni sessuali nell’organismo. Il testosterone è convertito nell’organismo di DHT dall’enzima 5 alfa redattasi e il DHT si lega più fortemente ai recettori degli androgeni rispetto al testosterone, influendo negativamente sull’azione del testosterone. Lo zinco, coadiuvato dalla vitamina B6, inibisce la 5 alfa reduttasi diminuendo la produzione di DHT. Il cortisolo è un ormone fortemente catabolico e può indurre il catabolismo muscolare. I livelli di cortisolo aumentano fortemente in individui sottoposti a stress e in atleti sottoposti a intenso sforzo fisico, e il livello di zinco escreto con le urine aumenta fortemente, creando uno stato di possibile deficienza. Alcuni studi hanno dimostrato che lo zinco e il magnesio potrebbero ridurre il catabolismo muscolare riducendo il livello di cortisolo. Il magnesio è essenziale per la produzione di energia nel metabolismo sia aerobico che anaerobico e nella formazione e regolazione delle proteine muscolari. Un’insufficiente apporto di magnesio può causare debolezza e crampi. Alcuni studi hanno dimostrato che l’integrazione con magnesio può prevenire i crampi ed incrementare la resistenza muscolare.
AMINOACIDI E DERIVATI
Aminoacidi a catena ramificata (L-Leucina, L-Isoleucina, L-Valina). Sono fra i nutrienti più efficaci ed utilizzati nell’integrazione alimentare degli sportivi, hanno un notevole potere anabolico-anticatabolico ed energetico. Dose efficace da un minimo di 5 g al giorno. Dosaggio più comune 1 g di ramificati ogni 10 kg di peso corporeo, presi prima degli allenamenti.
Beta idrossi beta metilbutirato (HMB). è un metabolita della Leucina, a cui vengono attribuite proprietà anticataboliche superiori alla Leucina, da cui deriva. Non vi sono al momento studi su atleti che dimostrino definitivamente la superiorità di questo composto rispetto alla Leucina o agli aminoacidi a catena ramificata. E’ quindi prematuro stabilire se valga la pena utilizzarlo. Le dosi consigliate sono 3 grammi al giorno, da assumere in piccole quantità durante la giornata (l’HMB resiste poco tempo nell’organismo). Al momento in Europa non è permessa la vendita di questa sostanza.
Creatina monoidrato: E’ uno dei nutrienti per sportivi più efficaci in commercio. Ha sia funzione energetica che di volumizzazione cellulare e anticatabolica. La creatina è indispensabile per il ciclo energetico ATP-ADP: viene convertita nell’organismo in creatina fosfato. La creatina fosfato “carica” l’ ADP (ADENOSINA DI FOSFATO) cedendogli il gruppo fosfato e trasformandola in ATP (ADENOSINA TRI FOSFATO), una molecola con elevatissimo contenuto energetico. L’ATP fornisce energia per la contrazione muscolare perdendo un gruppo fosfato e ritrasformandosi in ADP, che verrà di nuovo “caricata” dalla creatina fosfato. La creatina fosfato non è assimilabile per via orale, mentre la creatina monoidrato è perfettamente assimilabile. Dose giornaliera da 3 a 6 g durante la giornata. Assumere la creatina ai pasti, senza zuccheri aggiunti, oppure dopo gli allenamenti, con limitate quantità di zuccheri (5 g con 10-15 g di zuccheri) o con succo di frutta. Consiglio di assumere la creatina con abbondante acqua o altra bevanda. La creatina si degrada abbastanza velocemente in acqua (nel giro di qualche settimana). Consiglio di utilizzare in giornata la creatina (e i prodotti contenenti creatina) dopo averla preparata con acqua.
Creatina piruvato: è una molecola formata da creatina ed acido piruvico. Non è una semplice miscela di creatina monoidrato e di calcio piruvato, ma una nuova molecola con creatina e piruvato legati chimicamente (la molecola è formata da 60% creatina e 40% piruvato). La creatina piruvato è molto più solubile della monoidrata (10 volte più solubile). La miglior solubilità unita ad una biodisponibilità maggiore consente di ottenere migliori risultati rispetto alla creatina monoidrato a parità di dosaggio.
Creatina citrato: è una molecola formata da creatina ed acido citrico. Non è una semplice miscela di creatina monoidrato e acido citrico (come quella che si trova solitamente nelle creatine effervescenti), ma una nuova molecola con creatina e citrato legati chimicamente (la molecola è formata da 65% creatina e 35% citrato). La creatina citrato è perfettamente solubile. La elevata solubilità unita ad una ottima biodisponibilità consente di ottenere grandi risultati. La creatina citrato (come la piruvato) massimizza il guadagno rispetto alla creatina monoidrato e non provoca i problemi allo stomaco che in alcuni casi invece si verificano con la creatina monoidrato. E’ un sale stabile e quindi ha una ridottissima tendenza, rispetto alla semplice creatina, a trasformarsi in creatinina quando lasciata in acqua o esposta ad elevate temperature.
Creatina glicinato: è una molecola formata da creatina e dall’aminoacido glicina (67% creatina e 33% glicina). Ha vantaggi simili alla citrato rispetto alla semplice creatina ed in più i benefici della glicina.
Creatina taurinato: Stesso discorso della glicinato, con abbinato i benefici della taurina piuttosto che della glicina.
Glutammina: E’ uno dei più importanti aminoacidi nel nostro organismo. E’ un importantissimo nutriente per il cervello e può migliorare le funzioni cerebrali. Ha proprietà anticataboliche e favorisce il recupero. Aumenta il volume cellulare portando con sè acqua ed altri nutrienti (aminoacidi, etc..) all’interno delle cellule e perciò migliora il metabolismo proteico, creando migliori condizioni per la sintesi di nuovo tessuto muscolare. Le dosi giornaliere possono variare da 5 g fino a 15 g, preferibilmente dopo gli allenamenti. Un aumento del livello di insulina (e quindi di glicemia) può migliorare l’assorbimento di questo aminoacido, quindi è consigliabile assumerlo dopo gli allenamenti con succo di frutta o piccole quantità di zucchero o miele (per esempio: 10 g di glutammina in 200 ml di succo di frutta). Tutti i nutrienti con proprietà di ‘volumizzatori cellulari’ vanno assunti con abbondante liquido. La glutammina ha anche proprietà stimolanti il rilascio dell’ormone della crescita, va presa in questo caso in abbinamento ad altri aminoacidi con simili proprietà, come arginina, ornitina, glicina, lisina. Come stimolante del GH (ormone della crescita) va assunta a stomaco vuoto e a glicemia bassa, preferibilmente prima di coricarsi. La glutammina si degrada piuttosto velocemente in acqua (già dopo qualche giorno inizia la decomposizione). Consiglio di utilizzare in giornata la glutammina (e i prodotti contenenti glutammina) dopo averla preparata con acqua. Molti aminoacidi e derivati tendono a degradarsi se tenuti in acqua per parecchi giorni. Consiglio di utilizzare sempre i prodotti contenenti aminoacidi entro le 24 ore dopo averli preparati in acqua.
N-Acetil L-Glutammina: è la forma acetilata della glutammina, più efficace rispetto alla glutammina per quanto riguarda la volumizzazione cellulare, il recupero, il trasporto di nutrienti e quindi le condizioni di formazione di nuovo tessuto muscolare, il rilascio di GH.
Glutammina peptide: Il glutine di grano idrolizzato e modificato enzimaticamente è l’unica fonte di glutammina utilizzabile nelle bevande, in quanto la glutammina contenuta è l’unica forma di glutammina stabile in soluzione acquosa. La glutammina in forma peptidica (glutammina peptide) resiste anche ai processi necessari per preparare una bibita stabile nel tempo (pastorizzazione). La glutammina in forma peptidica si produce mediante predigestione enzimatica guidata (idrolisi) del glutine. Per essere efficace l’idrolisi deve spezzare le catene di proteine in modo da produrre corte catene di aminoacidi contenenti glutammina. Il glutine non idrolizzato in questo modo selettivo non è una fonte valida di glutammina peptide.
Le proteine del latte, del siero di latte, dell’uovo, della soia e altre proteine usualmente utilizzate negli integratori, NON contengono glutammina, ma acido glutammico, cosa ben diversa. Risulta che a volte venga dichiarato un contenuto di glutammina in etichetta e che negli ingredienti non compaia una fonte di glutammina ma solo una o più di queste proteine che non può contenerla. E’ ovvio che questo è un falso a danno dei consumatori.
Peptide GPX : è una forma particolarmente efficace di glutammina peptide, messa a punto da DMV international e Galileo Laboratories, Inc. (Santa Clara, CA). Peptide GPX fornisce un’elevata protezione nel corso di stress metabolici mantenendo il normale metabolismo energetico cellulare. Le cellule e i tessuti possono essere danneggiati da stress ossidativi e da altre condizioni di stress quando il normale metabolismo energetico cellulare è compromesso. Questi danni diminuiscono le prestazioni e rallentano il recupero. Peptide GPX è in grado di proteggere le cellule da questi tipi di danni e di promuovere la normale funzione cellulare. La glutammina può migliorare le funzioni immunitarie, ha funzioni protettive sull’intestino, incrementa le riserve di glicogeno e favorisce il recupero. Peptide GPX provvede ulteriori benefici rispetto alla glutammina in forma libera e ad altre forme di glutammina peptide: Peptide GPX ha una efficacia superiore nel proteggere la funzione cellulare di produrre e regolare l’energia e nel proteggere le funzioni cellulari vitali in caso di stress.
Taurina: è un aminoacido abbondantemente contenuto nei tessuti muscolari. Sembra avere un’azione simile a quella dell’insulina, cioè migliora il trasporto del glucosio e di alcuni aminoacidi. Ha proprietà antiossidanti e anticataboliche, promuove condizioni anaboliche (miglioramento del metabolismo proteico) all’interno delle cellule. La Taurina protegge contro i radicali liberi fra le cellule ed è importante nella protezione del cristallino degli occhi contro la perossidazione e la glicazione. Dose giornaliera: da 2,5 g a 8 g, ottima in abbinamento alla glutammina dopo gli allenamenti.
Arginina: E’ uno degli aminoacidi più attivi nello stimolare il rilascio dell’ormone della crescita e per il recupero dopo l’attività sportiva. La forma più attiva è l’Arginina HCl, da assumere prima di coricarsi a stomaco vuoto e glicemia bassa. Un elevato livello naturale di ormone della crescita può facilitare la diminuzione dei tessuti adiposi, può accelerare la costruzione muscolare e può migliorare il recupero. Un aumento di GH endogeno ottenuto con metodi naturali (cioè con integratori) non ha nessuna controindicazione. Si consiglia di ciclizzare l’assunzione di nutrienti che stimolano il rilascio naturale di GH: 4-6 mesi di utilizzo continuo (tutti i giorni) e almeno 2 mesi di sosta, questo per non abituare l’organismo all’assunzione di questi nutrienti, che potrebbero divenire inefficaci al loro scopo se assunti in modo continuativo. La ciclizzazione è consigliata per tutti i prodotti che stimolano il sistema endocrino. Per il recupero assumere il prodotto dopo gli allenamenti, per lo stimolo del GH assumere il prodotto prima di coricarsi a stomaco vuoto. Se il prodotto viene assunto per il recupero post allenamento (o gara) la ciclizzazione non si rende necessaria. L’Arginina stimola il rilascio di ossido nitrico (NO), il quale incrementa il flusso sanguigno ai muscoli, migliorando il trasporto di ossigeno e altri nutrienti. Un incremento del flusso sanguigno crea un effetto di pompaggio sui muscoli, simile a quello che si ottiene dopo un allenamento. l’effetto pompaggio è sempre unito ad un aumento del volume muscolare. L’incremento di trasporto dei nutrienti crea delle condizioni favorevoli alla formazione di nuovo tessuto muscolare. L’ossido nitrico (NO), incrementando il flusso sanguigno e il trasporto di nutrienti, favorisce anche il completo recupero dopo intensi allenamenti. Un tipo di arginino particolarmente efficace per stimolare il rilascio di ossido nitrico è l’Arginina alfa chetoglutarato.
Ornitina: E’ uno degli aminoacidi più attivi nello stimolare il rilascio dell’ormone della crescita e per il recupero dopo l’attività sportiva. Dose efficace 5 g prima di coricarsi in abbinamento all’arginina. Stimola il GH e ha proprietà anticataboliche. Dosaggio proposto 2-3 grammi al giorno. Per il recupero assumere il prodotto dopo gli allenamenti, per lo stimolo del GH assumere il prodotto prima di coricarsi a stomaco vuoto.
OKG (ornitina alfa chetoglutarato): L’Ornitina Alfa Chetoglutarato (OKG) è la combinazione dell’aminoacido Ornitina e dell’acido chetoglutarico (AKG). L’AKG è un importante componente nel ciclo di Krebs, uno dei principali cicli di produzione energetica nell’organismo. L’OKG preserva gli aminoacidi ramificati che compongono il tessuto muscolare, nel caso in cui questi fossero richiesti per generare glutammina. L’OKG facilita l’eliminazione dell’ammoniaca in eccesso, stimola il GH e ha proprietà anticataboliche. Può dare problemi di stomaco se assunta in quantità eccessiva. Dosaggio proposto 2-3 grammi al giorno. Per il recupero assumere il prodotto dopo gli allenamenti, per lo stimolo del GH assumere il prodotto prima di coricarsi a stomaco vuoto.
Alanina: Durante gli esercizi più intensi vi è un elevatissimo utilizzo di questo aminoacido. Può fornire glucosio e aiutare a stabilizzare la glicemia. Aumenta il volume muscolare con effetti sinergici rispetto alla glutammina.
Lisina e Glicina: Hanno proprietà stimolanti il rilascio dell’ormone della crescita, ottime in abbinamento ad arginina, ornitina, glutammina.
Carnosina: è un buon tampone dell’acido lattico ed ha attività antiossidante. Effettivamente riduce il bruciore muscolare conseguente ad intensi allenamenti migliorando tangibilmente le prestazioni atletiche. Il dosaggio efficace è nell’ordine dei grammi, diciamo da 1 a 5 grammi (il dosaggio potrebbe anche essere superiore ai 5 grammi) 30-60 minuti prima della prestazione. Può essere utile anche l’assunzione nel giorno precedente la gara (da 1g a 5 g), per aumentare il livello di carnosina nei muscoli. Oltre all’azione antiossidante, la carnosina è efficace nel bloccare le dannose reazioni tra zuccheri e proteine (reazione di Maillard o glicolizzazione) all’interno dell’organismo. Queste reazioni sono fra le principali cause dell’invecchiamento e degenerazione cellulare. La carnosina è l’unico nutriente naturale conosciuto con questa proprietà. La carnosina è quindi un nutriente importantissimo nella prevenzione dell’invecchiamento e degenerazione cellulare. La carnosina è uno dei nutrienti più efficaci nel migliorare le prestazioni atletiche ed è un utilissimo nutriente con azione antiossidante e anti glicolizzazione, purtroppo il costo di produzione ancora elevatissimo di questo nutriente ne rallenta la sua diffusione.
Tirosina: questo aminoacido è la base per la produzione di alcuni neurotrasmettitori: principalmente dopamina e norepinefrina, due neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’attività motoria, del comportamento e dell’appetito. Tale caratteristica rende la tirosina un componente particolarmente adatto alle formule che favoriscono il controllo del peso e la riduzione di grasso corporeo, in associazione ad una dieta ipocalorica. Supportando la produzione di neurotrasmettitori, la tirosina può essere utile, assunta prima dell’attività sportiva, per favorire la concentrazione mentale e la determinazione. La tirosina funge anche da precursore degli ormoni tiroidei e della serotonina.
Fenilalanina: ha funzioni simili alla tirosina, può aumentare la produzione di dopamina, norepinefrina e colecistochina, riducendo il senso di appetito. Anche questo aminoacido può essere un interessante componente nelle formule per la definizione. La fenilalanina e la tirosina aumentano i livelli di dopamina e norepinefrina, due neurotrasmettitori che diminuiscono il senso di fame. La fenilalanina aumenta i livelli di colecistochina, che dà senso di sazietà. Inoltre aumentano la concentrazione e l’attenzione durante l’attività sportiva potenziando l’attività cerebrale. Le vitamine B5 e B6 supportano il metabolismo di questi aminoacidi. Dosaggi giornalieri: tirosina 2-3 g. Fenilalanina 2-3 g
Metionina: La metionina è un aminoacido solforato essenziale. Aiuta a detossificare i grassi nel fegato, partecipa alla formazione di carnitina, trimetilglicina (betaina), colina, creatina, adrenalina, ergosterolo e acidi nucleici.
Carnitina: Mantiene in efficienza il metabolismo cellulare. Favorisce l’utilizzo a scopo energetico degli acidi grassi a dosaggi di 500-1000 mg al giorno. La Carnitina assiste il trasporto dei grassi attraverso le membrane cellulari e all’interno dei mitocondri, dove questi grassi sono ossidati per produrre energia (produzione di ATP). In un recente studio l’integrazione con 3 g di carnitina al giorno ha favorito il recupero dopo intensi allenamenti (attività anticatabolica). La carnitina, in dosaggi da 2 a 5 g al giorno ha anche aumentato le prestazioni di atleti in sport di lunga durata.
Acetil L-Carnitina: è l’estere acetilico dell’aminoacido L-Carnitina ed è una forma di carnitina più attiva, è assorbita più efficacemente della L-Carnitina, passa più facilmente attraverso le membrane cellulari ed è utilizzata nei mitocondri in modo più efficiente. Ha proprietà anticataboliche. Migliora l’efficienza energetica dell’organismo e il recupero. Dosaggio proposto: 500 mg – 1,3 g al giorno.
n-Acetil Cisteina: ha proprietà antiossidanti e anticataboliche. La N-acetil cisteina elimina i radicali liberi all’interno delle cellule, mantiene le funzioni immunitarie e ha proprietà anti-virali.
Trimetilglicina (TMG) o Betaina: il DNA del nucleo cellulare perde gruppi metilici come risultato del normale invecchiamento cellulare. Ciascuna molecola di Betaina dona tre gruppi metilici al DNA , questo processo di ri-metilazione aiuta a ringiovanire le cellule. La Betaina riduce i livelli di omocisteina nel sangue, una molecola che può causare arteriosclerosi, trombosi, ed altri danni all’organismo. La betaina supporta quindi il sistema cardiocircolatorio. La Betaina converte l’omocisteina in metionina e S-adenosilmetionina (SAME). La Betaina riduce l’iperammoniemia derivante dalle lesioni muscolari provocate dall’accumulo di acido lattico.
ALTRI NUTRIENTI
Colina: La colina è parte della fosfatidil colina (contenuta nella lecitina), che è un componente essenziale delle membrane cellulari per ognuna delle trenta milioni di cellule che formano il nostro corpo. La lecitina emulsiona gli aggregati di colesterolo in microparticelle prevenendo l’arteriosclerosi. Nel cervello, la colina forma parte del neurotrasmettitore acetilcolina, necessario per il controllo muscolare, per il giusto tono muscolare e per la memoria. La colina ha dimostrato in alcuni studi di intervenire attivamente nel metabolismo lipidico. La bile produce degli acidi che si uniscono alla colina e alla taurina per formare i sali biliari, che rendono i grassi solubili per permettere la loro digestione. La colina è indispensabile per la formazione di acetilcolina, un importantissimo neurotrasmettitore. La vitamina B5 partecipa alla trasformazione della colina in acetilcolina.
Gliceril fosforil colina: è una forma particolarmente attiva di colina, è un precursore molto efficace del neurotrasmettitore acetilcolina ed è un ottimo stimolante naturale del rilascio dell’ormone della crescita.
Inositolo: L’inositolo è essenziale per il metabolismo del calcio e dell’insulina. Partecipa al metabolismo degli acidi grassi, riduce l’accumulo dei grassi nel fegato e nelle arterie e favorisce il loro riassorbimento. Aumenta il volume muscolare con effetti sinergici con gli altri volumizzatori cellulari e può essere utile per migliorare il recupero.
Dibencozide: è una forma di vitamina B12, senza alcun vantaggio rispetto alla vitamina stessa. Meglio utilizzare la B12.
Piruvato (calcio piruvato): Il piruvato è il prodotto finale della glicolisi (metabolismo del glucosio). Questa sostanza si trasforma poi in lattato oppure in acetil CoA. In carenza di ossigeno viene trasformato in lattato, mentre se l’ossigeno è sufficiente viene trasformato in acetil CoA, entra nei mitocondri e può incrementare il livello di ATP. Il piruvato partecipa al processo in cui il glucosio lascia il flusso sanguigno ed entra nelle cellule muscolari, dove viene utilizzato per produrre ATP. In alcuni studi (Stanko et al.) su atleti l’integrazione con piruvato ha aumentato significativamente la resistenza muscolare (+20%). In altri studi il piruvato ha aumentato la lipolisi (utilizzo dei grassi a scopo energetico) e diminuito la percentuale di grasso corporeo. Nonostante i primi studi siano stati fatti con 16 g al giorno di piruvato, in più recenti studi sono state utilizzate dosi molto più basse (6 g al giorno, un dosaggio alla portata di tutti) e pare che si sia ottenuto comunque dei risultati tangibili, e cioè diminuzione di grasso corporeo, incremento del metabolismo basale e incremento dell’energia e dimunuzione del senso di fatica. In aggiunta, il piruvato sembra avere azione antiossidante. Al momento gli studi su questa sostanza sono ancora pochi per poter esprimere un parere definitivo sulla sua efficacia, comunque potrebbe valere la pena provarla. Dosaggi consigliati 6 g al giorno.
Acido Lipoico: è un antiossidante ed inoltre stabilizza (e potenzia) l’attività dell’insulina (potenziamento del trasporto di alcuni nutrienti e controllo della glicemia con conseguente minor deposito di grasso). Potenzia l’attività del glutatione, il più importante antiossidante endogeno del nostro organismo. Può aiutare a rendere la pelle morbida. Dosaggio giornaliero solitamente consigliato: 200 -300 mg.
Glicerolo o Glicerina : Il glicerolo chimicamente è un’alcool ed è un componente dei trigliceridi. (glicerolo+acidi grassi=trigliceridi o grassi alimentari). Il glicerolo non viene utilizzato normalmente come nutriente, ma solo come additivo per cibi. Il glicerolo è molto igroscopico, cioè si lega facilmente a molecole di acqua e le porta con sé. Inizialmente questa proprietà è stata utilizzata in medicina, ultimamente però era stato proposto anche nello sport, per aumentare l’idratazione corporea. Dato i più recenti risultati comunque è dubbia la sua efficacia nello sport. Il glicerolo ha più calorie degli zuccheri (zuccheri = 4 Calorie per grammo, glicerolo = 4,32 Calorie per grammo). Il glicerolo è parte fondamentale dei grassi, infatti ogni molecola di grasso o trigliceride è formata da una molecola di glicerolo e 3 molecole di acidi grassi. Questo significa che il glicerolo può essere trasformato molto facilmente in grasso nel nostro organismo. Inoltre elevate quantità di glicerolo (glicerina) possono avere effetto lassativo.
Ribosio: E’ uno zucchero utilizzato dall’organismo per molteplici funzioni, tra cui la formazione di acidi nucleici (DNA e RNA) e, importante per gli sportivi, per la sintesi di adenosina. L’adenosina viene convertita poi in ATP, la molecola ad elevato contenuto energetico responsabile della contrazione muscolare.
Condroitina e Glucosamina: hanno azione antinfiammatoria sulle cartilagini ossee (antiartrite) , ne mantengono l’efficienza e ne accellerano la ricostruzione. Come altre sostanze naturali, sono efficaci se assunte per un lungo periodo. I benefici maggiori si notano dopo alcuni mesi di assunzione.
Chitosano oligosaccaride: è un tipo di chitosano con proprietà differenti rispetto al chitosano comune. E’ solubile e assimilabile dall’organismo, a differenza del chitosano normale che si comporta come una fibra.
Le proprietà attribuibili al chitosano oligosaccaridico possono essere riassunte come segue:
-Attivazione del sistema immunitario.
-Promozione della crescita della flora intestinale batterica, es. Bifidobacterium.
-Riduzione dei tassi di lipidi e colesterolo ematico.
-Attivazione della funzione epatica.
-Attività antibatterica.
-Azione anticancerogena.
-Prevenzione e/o cura dell’ipertensione.
-Prevenzione nei confronti della diarrea e della stitichezza, regolarizzazione della funzionalità intestinale.
-Prevenzione dei disturbi correlati al sovra-consumo di alcol
NUTRIENTI CHE STIMOLANO IL RILASCIO DI OSSIDO NITRICO (NO):
Arginina alfa chetoglutarato: è il diretto precursore dell’ossido nitrico (NO), il quale incrementa il flusso sanguigno ai muscoli, migliorando il trasporto di ossigeno e altri nutrienti. Un incremento del flusso sanguigno crea un effetto di pompaggio sui muscoli, simile a quello che si ottiene dopo un allenamento. l’effetto pompaggio è sempre unito ad un aumento del volume muscolare. L’incremento di trasporto dei nutrienti crea delle condizioni favorevoli alla formazione di nuovo tessuto muscolare. L’ossido nitrico (NO), incrementando il flusso sanguigno e il trasporto di nutrienti, favorisce anche il completo recupero dopo intensi allenamenti.
Kitovol: E’ un particolare tipo di chiosano oligosaccaride, realizzato in esclusiva. Non ha niente a che vedere con quello utilizzato nei prodotti per il controllo del peso corporeo. Incrementa la produzione di ossido nitrico (NO), in modo sinergico rispetto all’ Arginina alfa chetoglutarato. Rispetto a quest’ultima è efficace anche a dosaggi molto più ridotti.
ERBE ED ESTRATTI D’ERBE:
Erbe con azione diuretica (drenante):
Betulla (Betulla pendula, foglie): Le foglie della betulla contengono un fitocomplesso ricco di flavonoidi che può esercitare un’azione stimolante nei confronti della diuresi e favorire l’eliminazione dell’acqua assunta con l’alimentazione.
Asparago (Asparagus officinalis, radice): La radice dell’asparago, ricca di saponosidi, può incrementare blandamente l’escrezione urinaria esercitando una delicata azione stimolante nei confronti dell’epitelio renale e della sua irrorazione.
Lespedeza (Lespedeza capitata, parti aeree): Le parti aeree della Lespedeza, ricche di bioflavonoidi e in particolar modo di rutina, promuovono l’espulsione renale di acqua. Contribuendo inoltre a conservare la naturale elasticità delle pareti vasali, la rutina ne protegge la fisiologica permeabilità contrastando la fuoriuscita di liquidi ed il loro ristagno a livello tessutale.
Tarassaco (Taraxacum officinalis, radice): Ricca di polifenoli e principi amari (triterpeni pentaciclici), la radice del tarassaco può favorire il naturale processo della diuresi, contribuendo in modo positivo alla depurazione dell’organismo.
Ortosifonide (Orthosiphon stamineus, foglie): Le foglie dell’Ortosifonide, ricche di sali di potassio, terpeni e fenoli, coadiuvano l’escrezione urinaria delle scorie azotate (acido urico, urea) e dei cloruri esercitando una benefica azione diuretica e depurativa per l’organismo.
Solidagine (Solidago virga aurea, fiori): La solidago, ricca in flavonoidi e saponine triterpeniche, favorisce la diuresi e l’eliminazione dell’acido urico in eccesso. Blandamente decongestionante delle vie urinarie, può inoltre contribuire positivamente al mantenimento dello stato di benessere di reni e vescica.
Miscela di Alghe (Laminaria japonica, Undaria pinnatifida) in polvere – Active Seaweed WTM : La miscela conosciuta col nome commerciale di “Active Seaweed W”, contiene una mescolanza di polveri algali appartenenti alle specie Laminaria japonica e Undaria pinnatifoda. Tale ingrediente apporta potassio naturale, indispensabile per il fisiologico processo della diuresi, e può favorire la “rimozione” dei sali di sodio assunti con l’alimentazione. “Active Seaweed W” si comporta come un polisaccaride a scambio ionico che, nell’organismo, è in grado di rilasciare potassio, scambiandolo con il sodio. Quando “Active Seaweed W”, viene ingerito, è in grado di assorbire selettivamente ioni sodio durante il transito nel lume intestinale. Questo viene scambiato col potassio di cui “Active Seaweed W” è ricco; di conseguenza il sodio, legato ad “Active Seaweed W”, viene eliminato, mentre il potassio viene liberato e può essere assorbito.
Si verifica così un abbassamento del livello ematico di sodio e, per effetto dello scambio ionico, ne viene eliminata soltanto la quantità presente in eccesso. Nell’intestino “Active Seaweed W”, si lega al sodio presente nel cibo, e la quantità in eccesso viene eliminata.
Centella asiatica, pianta: La pianta della centella, favorendo il trofismo vascolo-connettivale, può col tempo contribuire a ripristinare l’equilibrio emodinamico a livello del sistema micro-vasale presente nei tessuti. Agendo nel senso dell’ottimizzazione della funzionalità delle pareti vasali, verrebbe minimizzata la perdita dei liquidi dai vasi ai tessuti e la conseguente sensazione di gonfiore e ritenzione idrica.
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Erbe che facilitano il sonno:
Lavanda (Lavandola angustifolia): Parte utilizzata: fiori, sommità, olio esenziale. Agisce principalmente contro ansia, ipermotività, irritabilità, agitazione, depressione, insonnia. Ha anche azione: batteriostatica e antinfiammatoria per azione di antiossidanti (polifenoli, di terpeni); spasmolitica; decontratturante muscolare; sedativa.
Passiflora (Passiflora incarnata): Parte utilizzata: pianta fiorita. E’ particolarmente utile nei casi di: disturbi del sonno, agitazione, stress nervoso, ansia, nevralgia, disturbi gastrointestinali di origine nervosa, tachicardia nervosa. Principali principi attivi contenuti: flavonoidi (isovitexina); acidi fenolici (acido clorogenico e caffeico).
Tiglio (Tilia platyphyllos): Parte utilizzata: infiorescenze. Ha azione sedativa, antinfiammatoria, spasmolitica, tranquillante con componente ipnotica.
Escolzia (escholtzia californica): Parte utilizzata: sommità fiorite. E’ indicata negli stati d’ansia e di nervosismo e nell’insonnia. La protopina e gli altri alcaloidi contenuti nell’escolzia agiscono sul sistema nervoso centrale come sedativi e soporiferi inibendo la degradazione delle catecolamine, la sintesi dell’adrenalina e la dimerizzazione della met-encefalina. In particolare vengono inibiti gli enzimi dopamina-monossigenasi e monoaminossidasi. La cheleritrina è un efficace spasmolitico. Sia la cheleritrina che la sanguinarina si legano ai recettori della vasopressina V1, implicata nella regolazione delle caratteristiche dello stato di sonno.
Valeriana (Valeriana officinalis): Parte utilizzata: radice. ha effetto sedativo, antispasmodico, ipnotico. E’ indicata nel trattamento delle insonnie, tensioni nervose, negli stati d’ansia.
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Erbe con funzioni varie:
Cola: Eccitante del sistema nervoso, energetico, incrementa la produzione energetica promuovendo l’utilizzo dei grassi a scopo energetico (termogenesi). Riduce la percentuale di grasso corporeo. Aumenta la concentrazione mentale e riduce il senso di affaticamento. Principale principio attivo contenuto: caffeina.
Salice bianco: Termogenico, incrementa la produzione energetica promuovendo l’utilizzo dei grassi a scopo energetico. Riduce la percentuale di grasso corporeo. Riduce il senso di affaticamento mantenendo alto il livello prestazionale per un tempo superiore. Principale principio attivo contenuto: salicina e salicilati.
Guaranà: Eccitante del sistema nervoso, energetico, incrementa la produzione energetica promuovendo l’utilizzo dei grassi a scopo energetico (termogenesi). Riduce la percentuale di grasso corporeo. Aumenta la concentrazione mentale e riduce il senso di affaticamento. Principale principio attivo contenuto: caffeina.
Tè verde: Termogenico, incrementa la produzione energetica promuovendo l’utilizzo dei grassi a scopo energetico. Riduce la percentuale di grasso corporeo. Ha un forte potere antiossidante e contrasta efficacemente l’azione nociva dei radicali liberi. E’ indispensabile assumere antiossidanti in congiunzione con erbe termogeniche, in quanto queste promuovono un aumento del metabolismo con conseguente maggior formazione di radicali liberi. Aumenta la concentrazione mentale e riduce il senso di affaticamento. Contiene i principi attivi caffeina, teobromina (eccitanti), polifenoli (antiossidanti) e teanina. La teanina (etilamide dell’acido glutammico) agisce sui recettori dell’acido glutammico nella corteccia cerebrale ed aumenta la reattività cognitiva. Questa caratteristica ne rende interessante il suo uso in integratori che potenziano le attività cerebrali. La teanina (etilamide dell’acido glutammico) agisce sui recettori dell’acido glutammico nella corteccia cerebrale ed aumenta la reattività cognitiva. Una delle principali catechine contenute nel tè verde, la epigallocatechina gallato (EGCG) in recenti studi ha dimostrato di incrementare l’effetto termogenico della caffeina e di prevenire l’accumulo di grassi. Sembra che le EGCG agiscano sinergicamente con la caffeina promuovendo il rilascio di noradrenalina amplificando gli effetti della caffeina. Gli effetti stimolanti della caffeina sembrano dovuti all’aumento della concentrazione di norepinefrina a livello delle congiunzioni sinaptiche nelle cellule nervose, e questo è il motivo per cui si sente un incremento nella concentrazione mentale e dell’energia dopo aver assunto caffenina. Però la interazione della caffeina con i recettori adrenergici delle cellule nervose è modulata negativamente attraverso la degradazione enzimatica da parte dell’enzima Catecol O-metiltrasferasi, l’enzima che degrada la noradrenalina e diminuisce la spinta energetica. Alcune ricerche dimostrano che la degradazione della noradrenalina da parte dell’enzima Catecol O-metiltrasferasi può essere inibita da alcune catechine (o polifenoli), e la ECGC è la più efficace. Perciò l’integrazione con ECGC può servire ad amplificare e prolungare l’effetto della caffeina sul rilascio di noradrenalina. Questo incrementa il livello di cAMP (adenosina monofosfato ciclico) che migliora il metabolismo energetico e amplifica la termogenesi. La ECGC è perciò il nutriente ideale da abbinare a caffeina e teobromina, per potenziarne e prolungarne gli effetti energetici e termogenici.
Potentrim (miscela di Potentilla erecta (tormentilla), radice e Camelia sinensis (tè), foglie): E’ un particolare estratto brevettato, contenente precisi fattori ricavati da queste erbe in proporzione efficace. I componenti di Potentrim inibiscono parzialmente la lipasi gastro-intestinale e pancreatica. La lipasi è l’enzima che permette la digestione e quindi l’assimilazione dei grassi. L’inibizione della lipasi quindi riduce la digestione e l’assimilazione dei grassi, senza interferire sulla disponibilità di vitamine liposolubili. Una minor assimilazione dei grassi può favorire il controllo e la riduzione del peso corporeo.
Garcina cambogia: Principale principio attivo contenuto: acido idrossicitrico (HCA). L’acido idrossicitrico attiva l’ossidazione a scopo energetico degli acidi grassi nel fegato permettendo al fegato di sintetizzare più efficacemente il glucosio e costruire le riserve di glicogeno, diminuendo il senso di fame riducendo così l’assunzione di cibo. L’ HCA inibisce la sintesi degli acidi grassi, il che significa che il nostro organismo costruisce e deposita meno grassi. L’HCA è un potente inibitore competitivo dell’enzima citrato liasi, enzima che si trova principalmente nel fegato ed è fondamentale per la regolazione del metabolismo lipidico. L’HCA a livello cellulare occupa i recettori dell’enzima citrato liasi, bloccandone l’azione. Il risultato è che vengono sintetizzati meno acidi grassi, rendendo disponibile meno grasso per il deposito nei tessuti adiposi. Quindi, gli effetti principali dell’HCA sono: 1) inibizione della trasformazione dell’eccesso di carboidrati (zuccheri e amidi) ingeriti in grasso. 2) incremento della disponibilità di glicogeno nel fegato, con il risultato di aumentare la disponibilità energetica e inviare più velocemente al cervello un segnale di ’sazietà’.
Ginkgo biloba: contiene principi attivi dal forte potere antiossidante, contrasta efficacemente l’azione nociva dei radicali liberi e migliora le funzioni cerebrali. Principali principi attivi contenuti: ginkgo flavone glucosidi e terpene. Allenandosi intensamente ed assumendo sostanze che accelerano il metabolismo, la produzione di radicali liberi può aumentare. Il ginkgo biloba, potente antiossidante, contrasta l’azione dei radicali liberi. Agendo a livello cerebrale ne potenzia l’attività e incrementa l’attenzione e la concentrazione durante l’attività sportiva. Migliora la circolazione periferica e può avere anche azione anticellulite. In un recente studio ha dimostrato la capacità di inibire la biosintesi di cortisolo, un ormone fortemente catabolico. (azione anticatabolica).
Ginseng: Adattogeno, può avere un’influenza eccitante sul sistema nervoso e migliorare l’umore. Può aiutare a sentire meno la fatica e ad aumentare la concentrazione durante lo sport.
Tribulus terrestris: L’estratto di questa erba sembra in grado di equilibrare incrementare naturalmente le prestazioni atletiche, sessuali e probabilmente anche l’aumento di massa muscolare, quando si abbini all’assunzione del prodotto un’attività muscolare molto intensa. Alcuni studi clinici provano un tangibile effetto di questa erba su manifestazioni metaboliche che dipendono dal testosterone (aumento della libido, aumento della produzione di sperma, miglioramento dell’erezione, etc.). Il Tribulus terrestris contiene il principio attivo protodioscina che può essere convertito nell’organismo in DHEA (dehydro-epi-androsterone). Non sono stati riscontrati effetti collaterali. Dosaggio consigliato in letteratura: 750-1250 mg diviso in più assunzioni giornaliere. Come per tutte le sostanze che possono modificare il profilo endocrinologico personale, può essere opportuna la ciclizzazione, per un periodo di sei-otto settimane, seguito da uno stacco di altre quattro. Valutare i risultati non prima di tre settimane.
Efedra o Ma Huang: contiene efedrina, una sostanza che eccita fortemente il sistema nervoso. L’efedrina può essere pericolosa per la salute se utilizzata in eccesso. E’ una sostanza proibita dal Comitato Olimpico e la vendita di Efedra o Ma Huang è proibita in Italia al di fuori delle preparazioni medicinali (farmaci).
Sida Cordifolia: contiene efedrina, anche se in misura minore rispetto all’efedra.
Citrus aurantium: agisce in sinergia con il Guaranà. Il Citrus aurantium attacca direttamente i grassi già depositati e favorisce la loro trasformazione in energia. In corrispondenza di precisi stadi di maturazione il frutto del Citrus Aurantium contiene una combinazione di amine andrenergiche (sinefrina, N-metilsinefrina, hordenina, octopamina e tiramina) che aumenta l’attività metabolica, aumentando la b-ossidazione dei grassi.
Kelp o Fucus: è una fonte naturale di iodio, necessario per l’ottimale funzionamento della tiroide. Stimolando la tiroide, può aiutare ad accelerare il metabolismo ed a bruciare i grassi.
Commiphora mukul (resina) titolata in Guggulsteroni: Equilibra la produzione di ormoni tiroidei, e può favorire l’incremento del consumo calorico. Equilibra i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi nel sangue.
L’azione ipocolesterolizzante e ipolipidemizzante attribuita alla Commiphora mukul è ascrivibile in particolar modo alla presenza di guggulsteroni. Fino ad oggi sono stati ipotizzati quattro diversi meccanismi d’azione.
a) I guggulsteroni potrebbero interferire con la formazione delle lipoproteine andando ad inibire direttamente la biosintesi del colesterolo nel fegato (13).
b) I guggulsteroni incrementerebbero l’uptake dell’LDL nel fegato attraverso la stimolazione dell’attività legante dei recettori presenti nelle membrane delle cellule epatiche (14)
c) I guggulsteroni aumenterebbero l’escrezione fecale degli acidi biliari e del colesterolo, diminuendo quindi la velocità d’assorbimento dei grassi e del colesterolo a livello intestinale (13).
d) I guggulsteroni andrebbero a stimolare direttamente la ghiandola tiroidea (15, 16). Dal momento che i lipidi ed il colesterolo presenti nel sangue diminuiscono all’aumentare dei livelli di ormoni tiroidei in circolo, l’effetto dei guggulsteroni sulla ghiandola tiroidea potrebbe spiegare l’attività ipolipidemizzante e le proprietà anti obesità del Guggul.
Coleus Forskolii: può stimolare il metabolismo e il rilascio degli acidi grassi dal loro sito di deposito nell’organismo. Ha azione termogenetica e può favorire il controllo del peso. Favorisce lo sviluppo del tessuto magro a scapito di quello grasso. Contiene il principio attivo forskolina, che promuove l’aumento del messaggero intracellulare cAMP (adenosina monofosfato ciclico). All’aumentare della concentrazione di cAMP, corrisponde un aumento della complessiva risposta terzogenita agli alimenti. La formazione della massa magra è dunque favorita dal conseguente miglioramento dell’assorbimento dei nutrienti della dieta, i quali vengono quindi incorporati preferenzialmente nella massa magra. Inoltre, l’incremento dei livelli intracellulari di cAMP va a stimolare l’attività di una proteina chinasi che a sua volta attiva, mediante fosforilazione, la lipasi ormonosensibile. Quest’ultima, dopo essere stata attivata, provoca il rilascio degli acidi grassi depositati nel tessuto adiposo. Tutto ciò conduce ad un disaccoppiamento della catena respiratoria mitocondriale, con relativo aumento ed autosostentamento della termogenesi per incremento della disponibilità di energia. La forskolina stimola anche l’attività dell’enzima T45′-deiodinasi, deputato all’attivazione dell’ormone tiroideo termogenetico T3. Parallelamente, l’incrementata attività metabolica dipendente dai recettori beta-adrenergici provoca l’aumento della massa magra tramite attivazione della fosforilasi nei muscoli scheletrici, la liberazione di insulina e la sintesi degli ormoni anabolici.
Gymnema sylvestris: Stimola la produzione di insulina, controlla e riduce il glucosio e i lipidi (trigliceridi) nel sangue. Può essere utile per favorire il controllo e/o la riduzione del peso corporeo. Principale principio attivo contenuto: Acido gimneico.
Rhodiola rosea (radice): ha azione adattogena ed antistress, antiaffaticante, immunostimolante, può avere azione antidepressiva e psicostimolante. Ha inoltre azione dimagrante: l’estratto di Rhodiola rosea è in grado di stimolare l’attività della lipasi, favorendo conseguentemente la mobilitazione dei grassi. Tale proprietà è stata oggetto di alcuni interessanti studi volti a definire al meglio il ruolo che è possibile attribuire all’estratto secco ottenuto dalla radice di Rhodiola rosea nell’ambito di un programma mirato alla perdita od al mantenimento del peso corporeo. Une dei più attivi principi attivi nell’estratto di Rhodiola rosea è il rosavin: è importante sottolineare come la presenza di rosavin possa essere collegata all’attivazione della lipasi, dal momento che gli estratti che non contengono questo composto (e che non sono dunque da ritenersi come derivati dalla specie rosea) non si sono rivelati attivi in questo senso. La presenza di rosavin è dunque da considerarsi un elemento fondamentale per l’individuazione dell’effettiva attività dell’estratto.
Melograno (punica granatum): Titolato in acido ellagico, questo estratto ha azione preventiva nei confronti dell’insorgenza dell’arteriosclerosi (prevenzione della perosidazione delle LDL), attività antibatterica, azione anticancerogena ed l’attività antiossidante. L’acido ellagico agisce come agente disintossicante legandosi ai crcinogeni rendendoli inattivi. Studi epidemiologici dimostrano che le persone che consumano frutti ricchi in acido ellagico hanno minor incidenza di tumori e malattie cardiache. L’acido ellagico si trova in buone quantità anche nel lampone.
Olivo foglie (olea europaea): Il principio attivo più importante di questo estratto è l’oleuropeina. L’oleuropeina ha azione antiossidante, è attiva contro virus, funghi, batteri, parassiti, allergie e contrasta gli stati di affaticamento cronico. Inoltre potenzia e stabilizza l’azione dell’insulina e migliora la circolazione sanguigna in caso di problemi vascolari.
Labiatae (rosmarino, timo e salvia): L’apigenina e la luteoilna, flavonoidi contenuti nell’estratto di Labiatae, inibiscono il danno ossidativo sul DNA e proteggono le cellule.
Piperina (estratto di pepe): migliora l’assorbimento di moltissimi estratti vegetali.
Estratto di proteine di fagiolo: Diminuisce l’attività dell’amilasi, l’enzima responsabile della scissione degli amidi nel nostro apparato digerente. Meno amidi vengono digeriti, meno calorie sono assorbite. Ciò rappresenta dunque un notevole aiuto per favorire il controllo del peso corporeo e la perdita di quello in eccesso. L’estratto di proteine di fagiolo riduce l’assimilazione di calorie da carboidrati complessi grazie all’azione inibitoria esercitata sull’enzima alfa amilasi, responsabile della digestione dei carboidrati complessi (quelli contenuti in pane, pasta, riso, etc..). L’inibizione può variare leggermente da individuo a individuo ed è legata all’attività dell’alfa amilasi.
Cardo mariano (silybum marianum): contiene il principio attivo silimarina. Ha proprietà antiossidanti, protettive principalmente sul fegato. Regola e stabilizza gli zuccheri nel sangue (glicemia). L’estratto di cardo mariano, mantenendo sotto controllo gli zuccheri nel sangue, può rappresentare un valido aiuto per il mantenimento del peso corporeo e la promozione della perdita del peso in eccesso.
Cacao (theobroma cacao): contiene i principi attivi teobromina e caffeina. La teobromina ha principalmente azione energizzante ed euforizzante. La teobromina ha una struttura chimica simile alla caffeina, ma non ha un effetto così intenso sul sistema nervoso. La teobromina inoltre sembra innalzare i livelli di serotonina. Il cacao titolato in teobromina può essere particolarmente utile per incrementare il livello energetico, cosa importante sia per gli sportivi che per chi è a dieta, e può essere un valido aiuto se abbinato ad una dieta finalizzata alla perdita di grasso corporeo.
Potentrim (miscela di Potentilla erecta (tormentilla), radice e Camelia sinensis (tè), foglie): E’ un particolare estratto brevettato, contenente precisi fattori ricavati da queste erbe in proporzione efficace. I componenti di Potentrim inibiscono parzialmente la lipasi gastro-intestinale e pancreatica. La lipasi è l’enzima che permette la digestione e quindi l’assimilazione dei grassi. L’inibizione della lipasi quindi riduce la digestione e l’assimilazione dei grassi, senza interferire sulla disponibilità di vitamine liposolubili. Una minor assimilazione dei grassi può favorire il controllo e la riduzione del peso corporeo.
Fieno greco (trigonella foenum graecum, semi) titolato in saponine e/o diosgenina: è un ottimo adattogeno con funzioni anticataboliche naturali. I componenti del suo fitocomplesso possono essere utili in menopausa, andropausa e durante la convalescenza. Questo estratto può anche supportare la sintesi ormonale naturale nel nostro organismo. Fra i componenti attivi sono state individuate le saponine furostanoliche, in grado anche di abbassare i livelli plasmatici di colesterolo. La più importante saponina isolata nel fieno greco è la diosgenina. Le saponine furostanoliche possiedono attività immunostimolanti e stimolanti l’ormone LHRH con conseguente aumento dei livelli di testosterone e della spermatogenesi. Ciò comporta un effetto positivo sulla massa magra, nel mantenimento di alti livelli di performance e nell’incremento della libido.
Fieno greco (trigonella foenum graecum, semi) titolato in 4-Idrossi Isoleucina: La 4- Idrossi Isoleucina si è dimostrata in grado di regolare la glicemia (il tasso di zuccheri presenti nel sangue). L’azione è ottenuta principalmente mediante il controllo della secrezione di insulina endogena. Potenziando l’azione dell’insulina si possono ottenere i seguenti benefici:
- Miglioramento del trasporto degli zuccheri e di altri nutrienti, tra cui la creatina, all’interno delle cellule dove vengono propriamente utilizzati.
- Controllo della glicemia con potenziali benefici per persone con squilibri nei livelli di glicemia
- Potenziale aiuto nel controllo del peso corporeo, ottenuto grazie al fatto che equilibrando la glicemia è possibile ridurre l’apporto di cibo ed, inoltre, meno zucchero rimasto inutilizzato nel sangue significa meno grasso potenzialmente depositato.
Banaba (Lagerstroemia speciosa) estratto secoo titolato in titolata in acido corosolico: Le foglie di questa interessante pianta orientale contengono un fitocomplesso ricco di acido corosolico. La moderna ricerca scientifica ha permesso di identificare nell’acido corosolico, un’interessante azione coadiuvante nei confronti della fisiologica regolazione del metabolismo plasmatici zuccherino.
Gelso (Morus Alba): L’estratto di gelso riduce l’attività dell’alfa-glucosidasi e della beta-glucosidasi, enzimi indispensabili per l’utilizzo degli zuccheri, riducendone di fatto l’assimilazione.
Suma: (Pfaffia panicolata, radice): Principale principio attivo contenuto: beta-ecdysterone (o beta-ecdysone). L’estratto di questa pianta ha proprietà adattogene, può incrementare il livello energetico, ridurre il senso di affaticamento e incrementare la libido. Probabilmente migliora anche la prestazione sessuale dell’uomo. L’ecdysterone sembra anche avere effetto positivo sulla costruzione di massa magra e sul mantenimento di alti livelli di performance. I composti steroidei contenuti nella suma potrebbero agire positivamente sulla pelle e sui capelli.
Maca: (Lepidium meyenii, radice): La maca ha proprietà simili a quelle della suma. Le proprietà che hanno di recente reso famoso il maca anche nel mondo occidentale sono principalmente quelle rivolte all’incremento della libido. Queste proprietà sembrano derivare dalla capacità degli steroidi contenuti nel maca di normalizzare la presenza degli ormoni steroidei prodotti naturalmente dal nostro corpo (testosterone, progesterone) ed anche degli estrogeni, prevenendo in tal modo tutti i graduali cambiamenti e gli squilibri che intercorrono con il progredire dell’età. Anche la maca sembra avere effetto positivo sulla costruzione del tessuto muscolare e nel mantenimento di buoni livelli di performance. Principale principio attivo contenuto: beta-ecdysterone (o beta-ecdysone).
Muira Puama: (Ptychopetalum olacoides o Liriosma ovata, legno): Incrementa la libido, è un tonico che agisce sia a livello nervoso che muscolare e circolatorio e sembra poter prevenire la caduta dei capelli.
Serenoa repens (frutti): Ha un effetto benefico sulle persone che soffrono di iperplasia prostatica benigna (allargamento della prostata). Inibisce la conversione di testosterone in diidrotestosterone (DHT). Inibisce inoltre l’attività ed il trasporto dello stesso DHT. Quest’ultimo è direttamente implicato nell’iperplasia benigna della prostata e nella caduta dei capelli. Potrebbe quindi essere utile anche nella prevenzione della calvizie androgenetica. E’ anche possibile che ritardando la conversione del testosterone in diidrotestosterone il palmetto seghettato possa aumentare i livelli di testosterone, con aumento delle prestazioni atletiche e sessuali. Recenti studi hanno dimostrato che potrebbe avere attività antiestrogena, azione che probabilmente è responsabile di alcune attività di questa erba.
Ortica (urtica dioica, radice): ha proprietà simili al serenoa. Il testosterone prodotto nei testicoli e nelle ghiandole adrenali può essere legato dal SHGB (sex hormone binding globulin), un ormone che controlla i livelli di testosterone libero. Quando il testosterone si lega al SHGB perde la sua attività biologica e diventa testosterone legato, non disponibile. Quando l’uomo supera i 45 anni, l’attività del SHGB aumenta del 40%, diminuendo fortemente il livello di testosterone attivo. Il testosterone attivo nell’organismo è quello libero, mentre quello legato non ha più la sua funzione biologica. Alcuni costituenti del fitocomplesso dell’ortica si legano al SHGB al posto del testosterone, saturando i siti di legame non più disponibili per il testosterone. Questo comporta più testosterone libero a disposizione per la sua naturale azione di aumento della libido e di incremento delle prestazioni atletiche. L’estratto di ortica inibisce anche il legame fra DHT e i siti di legame per il DHT posti sulla prostata. Inoltre inibisce l’enzima alfa 5 reduttasi che provoca la conversione del testosterone in DHT (diidro testosterone). Il DHT causa l’iperplasia prostatica benigna e la perdita di capelli nell’uomo. Quindi l’estratto di ortica può essere utile anche nella prevenzione dell’iperplasia prostatica benigna e della caduta dei capelli. Sembra avere anche azione protettiva sui giunti ossei, probabilmente dovuta al riequilibrio dell’assetto ormonale. (il testosterone ha anche azione antinfiammatoria).
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Fonte delle informazioni: by Pubblifit
tratto da: http://www.foodandfitstore.it/nutrizione/guida.htm#TOP#TOP
